Per un breve periodo, come tante altre aziende, anche Commodore commercializzò una versione del classico Pong; nel ’77 uscì l’Atari VCS che fece sparire in poco tempo questo tipo di giochi.
Questo sito presenta tutti i pezzi che ho raccolto negli anni: vecchi computer, console, libri e manuali, periferiche, accessori. Non troverete schede tecniche, ma solamente la storia personale di ogni pezzo. Le foto sono originali e rappresentano le condizioni reali di ciò che recupero. Se volete donare qualcosa alla mia collezione potete contattarmi qui.
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Per un breve periodo, come tante altre aziende, anche Commodore commercializzò una versione del classico Pong; nel ’77 uscì l’Atari VCS che fece sparire in poco tempo questo tipo di giochi.
Ho comprato questo Commodore 116 su eBay Germania alcuni mesi fa. La tastiera non funzionava, e ho dovuto ripararla. Non è stato facile, questa tastiera non è stata costruita per essere aperta; magari preparerò un articolo per documentare la riparazione.
Domenica scorsa, come ogni seconda domenica del mese, ho fatto un giro al mercatino di Udine. Sono mesi che non trovo niente di interessante, ma questa volta mi sono portato a casa un Atari VCS, rinominato alcuni anni dopo “2600”, con qualche gioco e alcune istruzioni ma senza joystick o paddle.
Questo computer rappresenta il canto del cigno della linea PET: l’insuccesso dei CBM-II e l’inarrestabile avanzata dei PC nel settore professionale obbligò Commodore ad abbandonare la produzione di questi computer.
Ricordo Spectravideo soprattutto per i suoi joystick, anche se l’azienda aveva iniziato l’attività nei primi anni ’80 producendo giochi per l’Atari 2600 e altri sistemi, fino a realizzare una serie di computer, tra cui lo SV 318 di cui scrivevo qualche anno fa. In questo articolo rendo omaggio a uno dei joystick più conosciuti, il QuickShot II.
Questo è uno dei modelli di lettori floppy commercializzati da Commodore per la propria linea professionale di computer. Prima di accenderlo ho eseguito un’accurata pulizia, ma quando l’ho provato non funzionava correttamente. Ad esempio, il comando per elencare il contenuto del floppy mostrava caratteri sbagliati e dopo qualche tentativo non veniva visualizzato più nulla. Per cercare il guasto ho iniziato a provare gli integrati zoccolati su altri drive, ma risultavano tutti funzionanti; poi ho collegato nuovamente il 4040 a un PET e funzionava benissimo. Probabilmente erano solo ossidati i contatti di qualche integrato.
Qualche giorno fa ho recuperato dal magazzino del mio amico Carlo una scatola con il materiale Sinclair oggetto di questo articolo. Gli oggetti avevano qualche macchia di umidità, fortunatamente solo all’esterno. Li ho smontati, puliti, provati e infine rimontati, scattando qualche foto come al solito.
A volte i pezzi arrivano inaspettati, e magari sono computer che mai avrei cercato: una sorpresa e una scoperta. Altre volte invece cerco qualcosa in maniera “attiva”, spulciando annunci, siti, aste, forum. Questo VIC 20 ricade nel secondo caso: cercavo da tempo il primo modello, noto come “PET style keyboard” proprio per la forma e le serigrafie dei tasti come quelle dei PET. L’obiettivo più difficile non è stato quello di trovare il pezzo, ma di trovarlo a un prezzo accettabile; è arrivato dagli USA.
La storia del mio SuperPET (così era conosciuto in America) necessita di un aggiornamento. Ho raccontato di come io e un paio di amici riuscimmo a recuperarne uno a testa a una cifra letteralmente simbolica, però uno dei tre computer mancava di tutte le schede interne che rendevano speciale questo PET: tirando a sorte, capitò a me.
Il primo personal computer prodotto da Sharp. Ringrazio ancora una volta l’amico Carlo che mi lascia saccheggiare il suo magazzino dove sono nascosti alcuni pezzi davvero significativi.